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domenica 18 luglio 2021

Un "autismo" volontario

Mc 6,30-34
L'autismo, lo sappiamo, è una patologia che si caratterizza da deficit sociali ed emotivi legati all'incapacità di recepire e di rispondere agli stimoli che vengono dall'esterno. Gli stimoli... tutta colpa loro! Ne abbiamo così tanti che uno o diventa autistico o ...si esaurisce. L'efficientismo, il carrierismo, il dover essere all'altezza, oppure una semplice ricerca di una vita dignitosa, fanno sì, che perdiamo la bussola e la nostra emotività non ci dà più permesso di fermarci, di non-fare. Dimentichiamo che per agire, specialmente laddove il nostro lavoro ha a che fare con la cura delle persone, occorre saper dare del tempo e delle possibilità a sé stessi. Se è vero che ci sono delle situazioni che richiedono la nostra presenza e disponibilità, è anche vero che ci siamo noi che abbiamo bisogno di stare, di riflettere, di farci aiutare dove occorre. Ecco perché è così malato un sistema che non permette all'impiegato di essere assente per malattia, ad esempio. Si, perché anche il tessuto sociale con tutto ciò che esso comprende, tra le relazioni e le interazioni, va intrecciato tra le presenze e le assenze. Se tu credi di essere importante, di essere prezioso, tu ti darai del tempo per te stesso, non solo per gli altri. E questo perché ami te stesso e perché ami gli altri e sai che servire bene significa servire con tutte le forze, che hanno bisogno di rigenerarsi. Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un po'. Mi verrebbe da aggiungere: Dio c'è ma non sei tu, rilassati! Gesù lo fa vedere chiaramente nel Vangelo di oggi. Anche laddove tanta gente ti cerca e ti segue, sappi staccare la spina e diventare volontariamente "autistico". Non permettere ai troppi stimoli di sopraffarti. Ritrovati sotto l'unico sguardo rigenerante per la tua vita: lo sguardo amoroso di chi agisce laddove e quando tu non puoi e bada a tutto con misericordia. 




lunedì 10 febbraio 2020

sempre, per tutti

Mc 6,53-56


Hai presente Gesù nel Vangelo di oggi? Fa la traversata, scende finalmente dall'altro lato, forse con la speranza di riuscire a "respirare un attimo"... 
Niente. Lo riconoscono e vanno tutti ad assalirlo, ognuno con i propri bisogni. Lo toccavano e venivano salvati. 


Ecco, questo è Gesù e la sua missione. Dio sempre disponibile, per tutti. 
Adesso, rilassati. Quando ti viene la tentazione di essere sempre disponibile per tutti, ovunque ti rechi, ricordati che non sei chiamato/a a questo. Che un cristiano è chiamato a servire e prendersi cura dei fratelli, ma anche di se stesso e del proprio limite (che Dio non ha, eppure in Gesù ci ha fatto vedere, che l'ha voluto sperimentare. Trova la tua misura, non rendere dipendente tutto il mondo dalla tua presenza/assenza. 
Ancora, rilassati. Dio c'è, ma non sei tu 😊