Lo sapevi che sei l'infinito? Si, l'infinito, edizione limitata! Qui troverai e, spero, condividerai, tutto ciò che Dio depone nel nostro cuore!
sabato 22 luglio 2023
vedere e correre
domenica 3 aprile 2022
responsabile per me, responsabile per tutti
sabato 18 dicembre 2021
il Dio fuori tempo
martedì 30 novembre 2021
lasciare tutto per ritrovare tutto...

Non ha detto Gesù ad Andrea o a Pietro: guarda siccome io ti ho scelto, tu non puoi più essere pescatore. No, no! Tu, Andrea, Pietro, sarai ancora pescatore, perché questo è il tuo mestiere e va rispettato anche come una chiamata. Ma il tuo lavoro sarà trasformato dalla presenza di Dio, pescherai per lui! Quindi lascia le tue reti, per ritrovarle! Ne avrai di altre, per continuare a pescare. Da qui il nostro impegno secolare: trasformare tutte le realtà della nostra vita, compiendo ogni cosa per portare l'amore di Dio ai fratelli tra cui viviamo il nostro quotidiano, anche o soprattutto nel nostro lavoro, che spesso ci occupa la gran parte delle nostre giornate. Così, senza che nessuno se ne accorga, nemmeno noi, Dio potrà essere sempre di più tutto in tutti. La nostra missione d'amore verso il mondo sarà compiuta.
mercoledì 1 settembre 2021
il male che parla di Dio
Lc 4,38-44
Leggendo e rileggendo la Parola di oggi mi colpisce vedere su cosa si concentra Gesù. Entra nella casa di Simone e, vedendo la suocera sofferente, comanda alla febbre. Successivamente, guarendo molte persone, minacciava i demoni. Non si rapporta (e non considera un problema), la persona in sé. ma la malattia, il male. Questo è già un grande insegnamento per noi, per quei momenti in cui, per via di una "malattia", difetto, incomprensione, differenza, ecc., abbiamo la voglia istintiva di "buttare via" tutta la persona, tutta una relazione. Il Signore ci insegna che la persona è preziosa, che ha un valore inestimabile, che è stata salvata da Lui. Quel che Egli fa oggi è separare la persona dal suo male e guarire il male, per aiutare la persona ad essere se stessa. Un compito tutto cristiano, non pretendere la perfezione e comprendere, a partire dallo sguardo introspettivo su noi stessi, di non essere tutti feriti e "malati" di qualcosa. E, paradossalmente, sono proprio questi lati bui della nostra vita, che parlano di Dio e della necessità di accogliere la sua salvezza in ogni angolo della nostra vita e della nostra persona. Se facciamo questo cammino, allora saremo capaci di accogliere, sebbene spesso con fatica, gli altri, portatori di "malattie" e disfunzioni. I demoni chiamano Gesù svelando la sua vera identità, esattamente così come le nostre difficoltà e problemi, che sono lì in attesa di incontrare la salvezza, nella quale Dio si rivela quello che è, perché se non avessimo lati negativi, non avremmo bisogno di Lui e della sua salvezza. La preziosità della persona umana sta infatti non nella mancanza dei difetti, ma nella capacità di accogliere Dio e la sua azione, che svela il lato buono e bello di ogni cosa.
giovedì 3 dicembre 2020
stare in piedi
Mt 7,21.24-27
In questo tempo difficile della pandemia, che posto dai nella tua vita alla forza della fede, quanto invece ti fidi della tua ragione? Inizio oggi con questa domanda provocatoria, perché più che mai ora succede che tutti cerchiamo di mettere insieme, usando la nostra intelligenza, i dati che ci pervengono a proposito del virus che ci opprime. E ci confondiamo, perché sentiamo tante cose contraddittorie. Sicuramente tutti sentiamo che ci manca la terra sotto i piedi e allora è qui che si apre lo spazio per la fede. E possiamo capire, guardandoci dentro, chi è veramente Dio per noi. Ce lo suggerisce pure Gesù oggi. Ci può essere chi sta in piedi proprio perché ha costruito la sua casa sulla salda roccia della fede, che è relazione con Dio, quella relazione che è per eccellenza relazione con un "partner", cioè con uno che si relazione sempre con noi nella libertà e nella reciproca fiducia. Poi c'è purtroppo chi pensa che Dio abbia bisogno di essere asservito e "comprato", cioè che bisogna "accontentarlo" per comprarsi la sua grazia. E questa purtroppo è una casa costruita sulla sabbia, perché non considera all'interno della relazione con il Signore, la propria umanità e la propria dignità. E questa casa, prima o poi, crolla. E questo semplicemente perché chi è saldo nella relazione con Dio, è saldo nella sua fede e pur soffrendo, trova in Lui la sua forza. Chi invece pensa di doversi sempre umiliare e abbassare, in realtà non è sicuro delle basi su cui ha fondato la sua vita e facilmente cade in disperazione. Ecco perché vale poco gridare a gran voce invocando il Signore, per far vedere quanto siamo devoti. Chi ha una vera relazione con Dio, intessuta del dialogo quotidiano, ovviamente grida al Signore, come succede in ogni normale relazione, ma non è un'invocazione per una conquista, perché sa di essere amato e resta saldo, al di là dei momenti più o meno difficili che possano presentarsi. Stare in piedi dunque significa avere bisogno di Dio e avere un sicuro rifugio in Lui, anche quando la nostra ragione viene vinta dall'insicurezza. Lì, in mezzo, c'è lo spazio della fede.
domenica 15 novembre 2020
e tu che colore ci metti?
sabato 14 novembre 2020
dare fastidio a Dio
domenica 25 ottobre 2020
amare il presente e il futuro
Mt 22,34-40
Non mi sembra ci sia una particolare necessità di scervellarci oggi davanti a questo brano di Matteo. Anzi, è una parola che sta molto interpellando il nostro oggi. Gesù ribadisce il comandamento dell'amore. Mai come in questo periodo, abbiamo la possibilità di far vedere quanto ci vogliamo bene e quanto teniamo al nostro fratello oltre che a noi, rispettando le indicazioni che ci vengono date, per una vita il più possibile sicura e a tutela di tutti. E' interessante in questo contesto riprendere ciò che Gesù dice per ultimo: da questo dipendono tutta la legge e i Profeti. Cosa significa questo per noi? La legge è per l'uomo e non l'uomo per la legge. La fede, in mezzo a tante critiche giuste o ingiuste, non entro nel merito, ci riporta all'unica cosa necessaria: all'accoglienza di ciò che ci viene chiesto, detto, nella fiducia che, anche se non piace a noi o non ci convince, possa essere essenziale o perlomeno utile. Sì, questo è l'atteggiamento di fede, che segue al nostro ragionamento e lo rende fecondo nell'ottica della salvezza. Dunque, occorre credere che tutto ciò che ci viene chiesto, è per noi, per il nostro bene. I Profeti, è uno sguardo gettato verso il futuro. Si ama per costruire un futuro, si vuole bene, per far durare nel tempo la vita. E, come sempre è stato nella storia dell'umanità, ciò che oggi viene profetizzato, ciò che oggi può essere proiezione verso il futuro, non sempre sarà capito. Si capirà dopo, al presentarsi di questo futuro. Sarà interessante guardarci indietro tra qualche anno e vedere quali cose che oggi restano considerazioni e tentativi, sono delle vere profezie. Lo sapremo, se vogliamo vivere credendo che attraverso ogni circostanza, il Regno di Dio si realizza. E sta qui il senso del comandamento dell'amore. Direbbe san Paolo: affinché Dio sia tutto in tutti (cf. 1Cor 15,28). Intanto a noi il nostro presente. Il presente in cui amare.
domenica 12 luglio 2020
la gratitudine al contrario
martedì 5 maggio 2020
al bivio (4): la gioia
lunedì 4 maggio 2020
al bivio (3): i desideri
martedì 31 marzo 2020
una compagnia certa
sabato 28 marzo 2020
post giudizio
lunedì 10 febbraio 2020
sempre, per tutti
martedì 19 novembre 2019
la nostra folla quotidiana
















