Lo sapevi che sei l'infinito? Si, l'infinito, edizione limitata! Qui troverai e, spero, condividerai, tutto ciò che Dio depone nel nostro cuore!
sabato 22 luglio 2023
vedere e correre
giovedì 24 novembre 2022
l'esatto contrario
Lc 21,20-28
Ancora una volta, all'avvicinarsi dell'Avvento, ci troviamo davanti ad una parola che ci descrive la cosiddetta "fine del mondo". Un brano quello di oggi, composto di 8 corposi versetti che più avanti andiamo nella lettura, più può crearci ancora condizionamento e anche spavento. Come se il tempo che si apre davanti a noi dovesse essere qualcosa di terrificante. E poi... arriviamo all'ultima frase: risollevate il capo perché la vostra liberazione è vicina. E si comincia subito a respirare non solo il vero significato della fine del mondo, ma anche il vero significato del tempo dell'attesa della venuta del Signore. E' tempo di sconvolgimenti, di sensazione che il tempo cronologico si sta stringendo. Siamo verso la fine dell'anno, sta iniziando l'inverno, in molti siamo stanchi, l'Avvento porta una nota di nostalgia. Ma tutto questo acquista un significato nuovo, quando guardiamo proprio verso la fine. Nascerà ancora il Salvatore, la Vita ancora si rinnoverà, la nostra liberazione si incarna in un bambino. Non è così terribile allora la fine del mondo né la fine dell'anno, quando nel cuore vogliamo coltivare il calore di questa vita rinnovata e di questa indelebile promessa: promessa della salvezza e della felicità. Collocare il cuore nell'ottica dell'Avvento significa sfidare il colore viola che sovrasta anche le nostre liturgie. Il viola non più tristezza, ma inizio del rinnovamento, un viola che si confonde a un certo punto con il rosa e che arriva al bianco. Un colore che in molti leghiamo alla tristezza e malinconia, si rovescia nel suo opposto, nel bianco, non solo purezza, ma nel bianco che significa quel "nulla" che dona spazio al Tutto. Il Tutto che viene con Cristo, che quando viene, viene sempre per ridonarci la vita e la libertà!
domenica 3 aprile 2022
responsabile per me, responsabile per tutti
sabato 9 ottobre 2021
un parto soprannaturale

lunedì 12 luglio 2021
una crisi perenne
giovedì 8 luglio 2021
senza attrezzi
giovedì 25 marzo 2021
le conseguenze del SI
Ogni SI porta con sé delle conseguenze. Quelle del SI di Maria, le conosciamo bene, si sono fatte carne. Hanno cambiato e salvato il mondo. Sono le conseguenze dell'Amore.
LO SAI CHE ANCHE OGNI TUO "SI" CAMBIA IL MONDO?
martedì 2 febbraio 2021
Profumate e sporche del mondo
"Cosa? Cosa sei? Una consacrata secolare? Che cos'è?" Non è sempre semplice spiegare alle persone che sono incuriosite nel conoscere una "suora in pantalone", cosa veramente è la nostra vocazione. Forse non è semplice nemmeno per noi, comprendere, perché il Signore ha suscitato nella chiesa questa forma di vita consacrata, che non va associata ad un abito, ad un convento, alla cosiddetta separazione dal mondo. Anzi, su quest'ultima...proprio tutt'altro. Mi piace ricordare oggi le parole che in qualche maniera sono eredità da vivere per noi, consacrati nel mondo. Le scrisse Madeleine Delbrel:
lunedì 28 dicembre 2020
To be or not to be
domenica 29 novembre 2020
la nona luna piena
domenica 15 novembre 2020
e tu che colore ci metti?
venerdì 13 novembre 2020
la fine del mondo
Lc 17,26-37
Di solito siamo abbastanza comodi rispetto al concetto della fine del mondo. Tuttavia, in questo tempo della pandemia, qualcuno sta vedendo delle scene apocalittiche (ignorando probabilmente il fatto che l'Apocalisse non è stata affatto scritta per rappresentare quel che presumibilmente dovrebbe accadere alla fine del mondo). Gesù invece ce la vuole presentare diversa e ci dice come reagire "quando avverrà". E le sue parole mi ricordano tanto una poesia polacca sulla fine del mondo, che condivido con voi.
Nel giorno della fine del mondo
un'ape gira sopra il fiore di nasturzio
il pescatore assetta le reti luccicanti
nel mare i delfini allegramente saltellano
i giovani passeri s'attaccano alle grondaie
il serpente ha la pelle dorata, proprio quella sua
Nel giorno della fine del mondo
le donne attraversano i campi con ombrello in mano
un ubriacone s'addormenta sul ciglio dell'aiuola
i fruttivendoli gridano per le strade
all'isola arriva la barca con la vela gialla
resta nell'aria il suono del violino
per aprire una notte stellata
e coloro che attendevano i tuoni e i fulmini
restano delusi
e coloro che aspettavano i segni e le trombe angeliche
non credono che invece già sta accadendo
finché il sole e la luna si vedono in alto
finché il bombo visita la rosa
finché i bambini nascono di color rosa
nessuno crede che già sta accadendo
Solo un vecchietto brizzolato che sarebbe stato un profeta
ma profeta non è perché ha un altro mestiere
dice, legando le piante dei pomodori:
non ci sarà una fine del mondo diversa
non ci sarà una fine del mondo diversa
Czeslaw Milosz
domenica 17 maggio 2020
vedere in prospettiva
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