Lo sapevi che sei l'infinito? Si, l'infinito, edizione limitata! Qui troverai e, spero, condividerai, tutto ciò che Dio depone nel nostro cuore!
mercoledì 16 febbraio 2022
vedere sfocato
sabato 30 ottobre 2021
in una frase sola
Sicuramente tutti abbiamo partecipato alle volte in quelle discussioni in cui delle persone scambiavano dei pensieri e dei ragionamenti contorti, senza venirne fuori, senza trovare la soluzione, senza trovare un accordo... per giungere al punto in cui, come disse qualche persona saggia, arriva quello che non sa che in quella data situazione non ci sono soluzioni, e semplicemente le trova. Solitamente queste discussioni finiscono per essere concluse da questo "disturbatore" dell'andamento della discussione, con una espressione o una frase sola, per dire: le cose sono semplici. Ma non a tutti sta a genio questa cosa. Ci sono persino quelli che, di fronte ad uno che tende a semplificare la vita con i suoi ragionamenti diretti e limpidi, si incavolano, come se la persona che hanno davanti, in fondo non capisse l'importanza delle questioni sollevate. Ma non è così: spesso queste persone comprendono fino in fondo e sanno andare all'essenziale e per questo che sono come dei fari che quando si accendono, improvvisamente illuminano le situazioni e fanno vedere le cose che prima restavano invisibili.
Fa ridere come gli scribi nel Vangelo vanno da Gesù, chiedendo che lui riordini tutta la molteplicità di leggi minuziose da osservare, secondo la loro importanza. Ma Gesù, da Luce che è , va direttamente al sodo. Quel che è importante è semplice e racchiudibile in un'unica frase. Purtroppo per quelli che si immaginano di ricevere ancora un'altra norma che dia loro sicurezza e senso di adempimento, il semplice comandamento dell'amore, non dà sicurezze. Quel che è semplice, come ad esempio un bambino, quando lo consideriamo fino in profondità, interpella radicalmente la nostra libertà. Non moltiplicazione delle regole, dunque, ma la crescita nella libertà, verso quel compimento della legge di cui Gesù parlava l'altro giorno. Ed è la libertà interiore da tutte le rigide convenzioni, che permette di dare la snellezza alla nostra vita e ad essere costruttori di un futuro più limpido e meno complicato. Il comandamento semplice dell'amore, si esplicita non in tanti regolamenti, ma nelle scelte quotidiane del nostro cammino.
martedì 19 ottobre 2021
aspettare e aprire
mercoledì 7 aprile 2021
fingere per comprendere
lunedì 8 marzo 2021
i profeti in fuga
Nessun profeta è ben accetto nella sua patria... Ogni tanto ci penso e mi domando la ragione di questa cosa tanto vera. Credo che in fondo noi siamo ancora come l'antico popolo d'Israele e in fondo pensiamo e ci aspettiamo che Dio debba agire con potenza, tanto di spettacolo e dentro una presunta perfezione. Nella propria casa noi conosciamo la "difettosità" della vita e delle persone. E non crediamo che attraverso questa debolezza Dio può parlarci, può compiere opere che Egli vuole, che si può rivelare a noi. Non crediamo che nell'ordinaria "noia" degli eventi, delle interazioni con gli altri, lui parla. E andiamo a cercare altrove, fuori dalla nostra patria, inconsapevoli che la novità sta esattamente laddove Dio ci pone e che dobbiamo solo trovarla. I profeti non possono stare nella propria patria perché noi, che siamo della loro stessa patria, pensiamo di conoscere già sufficientemente le persone, anche con le loro debolezze e non ci immaginiamo che Dio possa parlare attraverso di esse e soprattutto come possa farlo.
Ma ci scandalizziamo e ci meravigliamo poi, quando quelli che noi non riconosciamo profeti, e che vivono accanto a noi, sono strumenti di Dio, nel compiere le opere che per gli altri risultano importanti, altrove, quando diventano profeti in fuga. E diciamo, sentendone parlare bene: ma non è quella persona che io conosco..., quella ha tutti i difetti di questo mondo: sarà schizofrenica? Sarà disonesta? E lasciamo che la diffidenza abiti le nostre case proprio laddove potrebbe abitare la salvezza se fossimo capaci di scorgere in chi ci sta accanto il raggio di luce di verità e di sapienza, attraverso le quali Dio ci salva.
lunedì 25 gennaio 2021
diversamente vedente
sabato 23 gennaio 2021
Il nuovo è fuori
Per i nostri fratelli usciti dal Covid, inizia una nuova vita...in particolare per chi è giovane e ancora attende. Che vita sarà? Il vissuto ci segna sempre, specialmente quello traumatico. Tuttavia questa vita che rinasce, contro ogni speranza, resta per noi un segno forte, introduce nel mondo un raggio di Bontà, che stimola e illumina a noi lo spazio per una carità che non avrà mai fine, quella che si mostra creativa, quando decidiamo di stare fuori, insieme.
martedì 1 dicembre 2020
non solo guardare
martedì 15 settembre 2020
il ritorno della bellezza
Gv 19,25-27
Vi propongo oggi questa meditazione, lettura spirituale del brano di Maria ai piedi della Croce.
Qualche anno prima, si erano ritrovati davanti a lei in quella sala nuziale, tremando, dicendo che stava finendo il vino. E forse lei non sapeva nel primo momento se era un bisogno o un desiderio. L’essenza del momento più bello della vita di una persona, conditio sine qua non, la bellezza stessa. La bellezza… è un desiderio di cui abbiamo bisogno ed è un bisogno che desideriamo. Un cuore leggermente spento, se conserva la nostalgica nota attraverso la quale desidera il desiderio, è sulla strada verso la bellezza. Madre del desiderio sei allora, Maria, colei che precede il vuoto che si sta creando. Stabat Mater: il tuo posto fisso è lì, ai piedi della Croce. È proprio lì che tu guadagni per noi questo desiderio che tante, troppe volte è lucignolo fumigante, nelle nostre vite distratte dai vuoti che non colmano il cuore. Il bisogno più grande, tu lo intuisci così: non fuggi dalla croce. La bellezza ora ha sembianze di ecce homo, uomo morente e senza confini. Ritorna attraverso la tua maternità, la dignità di ogni persona umana, ritorna l’inequivocabile verità sulla bellezza che risiede in ciascuno di noi. Alzare il capo per vedere tuo figlio che muore per ridare la bellezza a tutto il mondo, alla storia. Far violenza al nucleo della propria maternità. Sentire la spada trafiggere il cuore. Scopri che la tua missione non era affatto compiuta con il dare al mondo il suo Redentore. E non termina nemmeno con il suo: Donna, ecco il tuo figlio. La missione è compiuta quando tu e Lui, due vite distrutte, rovesciate più o meno consapevolmente la logica della morte. Due corpi martoriati, di cui uno morente, immagini di bellezza che rinasce oltre ogni aspetto estetico. Lì, sul colle del Golgota, tu hai alzato lo sguardo per contemplare tra le lacrime, il volto sfigurato di Lui, precedi il vuoto che si sta creando. Precedi, con il tuo atteggiamento, ciò che non è stato intuito subito dopo la sua crocifissione e non viene intuito nemmeno oggi, tante volte. Ti accorgi che ciò di cui abbiamo più bisogno, quel desiderio dei desideri, si nasconde nel brutto. Si sta facendo buio su tutta la terra, per far risplendere la Luce con ancora più forza. Non desidereremmo la vita, se non avessimo dentro la nozione della nostra mortalità. Non potremmo mai vedere e apprezzare la bellezza, se non conoscessimo, per contrasto, la bruttezza. Sono contrasti a cui non badiamo, quando il vuoto si affaccia ai nostri cuori. Eppure è possibile non vedere nulla per eccesso di luce. Non sentire più nulla per eccesso di dolore. E proprio laddove ci sentiamo incapaci di provare alcun sentimento, quando i sensi si mettono a tacere, la bellezza e la vita esplodono: anche in mezzo all'orrore e alla morte. Probabilmente qualche esperto della vita spirituale lo chiamerebbe purificazione, oppure notte dei sensi. Ma quando quel dolore generativo diventa esperienza dello spirito e persino della carne, si comprende quanto è limitante vestire di parole un’esperienza. Le nostre lingue, soprattutto quelle moderne, quelle che con sfrenata corsa scappano dalle espressioni che chiamano per nome la sofferenza, fingendo che da essa si possa fuggire nella vita, arrivano solo fino a un certo punto. Dopo resta solo lo spazio di silenziosa condivisione di quello che succede nell’animo umano. Linguaggio oltre ogni linguaggio.
martedì 25 agosto 2020
quanto vedi?
domenica 12 luglio 2020
la gratitudine al contrario
martedì 9 giugno 2020
sii ciò che sei
giovedì 16 aprile 2020
donne e uomini della risurrezione
domenica 15 marzo 2020
dove passa Dio?
Beh guardiamoci attorno... non abbiamo messe, siamo spaventati perché non accediamo ai sacramenti e temiamo per le nostre anime. Eppure, come disse già qualcuno c'è una crepa in ogni cosa e da lì entra la luce. La crepa della nostra insicurezza in questi giorni, si fa spazio per Dio. Egli si fa un giro diverso e inaspettato, entra nelle nostre vite e nelle nostre case attraverso gli schermi, attraverso delle condivisioni che altrimenti non avremmo forse fatto, attraverso i sentimenti di debolezza e di abbandono a Lui. Si fa presente, non ci abbandona. Per la Samaritana è il peccato in cui vive, per noi è questa vulnerabilità che diventa strada, anzi diventa porta per Lui. E finalmente non siamo noi a dire: Dio di qua, Dio di là (come succede nei Vangeli, quando dopo le guarigioni o gesti come quello di Cana, sono gli altri a riconoscere la messianicità di Gesù), ma è Lui che si mostra nella sua potenza e nel suo essere Lui quello che ama il mondo anche nell'ora più rovente, in questo mezzogiorno che stiamo vivendo, sterile, silenzioso, scottante. E parla, come ha parlato alla Samaritana. Le dice tutta la sua vita e fa di lei la sua messaggera. Cosa ci dice della nostra vita, nel silenzio di questi giorni, quanto lo ascoltiamo? E' tempo di preprazione per essere messaggeri anche noi, per poter dire: anche questo mi è servito, per portare la sua vita nel mondo.
mercoledì 17 aprile 2019
sono proprio io
venerdì 5 aprile 2019
sprigionare la libertà
martedì 20 novembre 2018
una vista superiore
martedì 27 marzo 2018
i sensi per la risurrezione
domenica 17 settembre 2017
dio mi ha parlato
Buona Festa delle Stimmate, allora!
Il mistero sublime finora nascosto
adesso si fa scorgere da lontano
Dalla Parola aperta
scorre come un fiume,
travolge
Nel nascondimento, dove il mistero
aspetta l'ora di rivelazione
Molto in alto, dove manca il respiro
dove acceca una luce più forte che mai,
la luce di cui splendono le ali,
le sei ali infuocate.
La speranza del Mistero sempre più vicina.
La prontezza, la consegna del Mistero.
Lo stupore che trafigge
mani, piedi e fianco
L'Amore che trapassa il cuore
fino al sangue.
Speranza della morte d'Amore.
martedì 25 luglio 2017
tuona, Giacomo, tuona...
Sarà che essere il figlio del Tuono, significava per Giacomo avere come missione illuminare e far risuonare la terra della voce della Parola di Dio, attraverso questi desideri forti e belli? Beh, in ogni caso: Giacomo, insegnaci il tuo coraggio nell'essere testimoni. Possa il tuono del tuo coraggio risuonare all'interno delle nostre vite affinché insieme sappiamo dare testimonianza, perché no, da grandi sognatori, ma capaci di un passo illuminante e tuonante alla volta.



















