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sabato 15 agosto 2020

donna tutta intera

Il bambino sussulta nel corpo di Maria, la sua anima magnifica Dio... E' la festa dell'Assunta... ma è anche festa della donna tutta intera, perché sia l'anima che il corpo di Maria sono quella bellezza che è desiderio di Dio...
Chiediamo la grazia, soprattutto per le donne, di vivere la propria corporeità come evento più bello e più celebrativo dello spirito, nella comprensione che l'uomo è un'unità meravigliosa!

mercoledì 1 luglio 2020

la prima fame

Mt 8,28-34
Ehm... Gesù, come possiamo spiegartelo... a noi questo prosciutto serviva per sfamare un sacco di gente...ma i porci sono affogati tutti nel mare! Va bene che tu salvi delle anime, ne siamo pure convinti che una presenza come la tua, che allontana il male, ci vuole, ma dai...non esageriamo! Non è che non ti vogliamo, ma forse sai, potevi avvisarci prima che saresti passato di qua, in effetti forse sei un poco "prima del tempo". Si, sei sempre avanti...arrivi prima che noi riusciamo a capire che c'è una fame che viene prima di quella che si calma con il prosciutto, ed è quella dell'Amore, Amore che ci fa uscire dai sepolcri, nei quali ci nascondiamo gli uni dagli altri, uscire dai sepolcri cioè risorgere con te e andare e vivere da risorti.

sabato 2 maggio 2020

al bivio (1): una relazione

Oggi e nei prossimi giorni volevo soffermarmi su un bivio, che riguarda tutti noi, senza eccezione. Questo bivio ha un nome, che definisce una "cosa" che ad alcuni fa paura, solo al pensiero, per altri è una "cosa" riservata ai preti, suore e frati. E invece questa "cosa" va molto oltre il solo ambito religioso e non va temuta. Basta lasciarla crescere e chiamarla per nome, per scoprire, che c'è e ci è sempre stata, anche se tante volte nascosta e non ascoltata. E che significa tante, ma proprio tante cose. 
Stiamo parlando della VOCAZIONE. Una parola forse sconosciuta, forse arcaica, incomprensibile, eppure è una delle parole della nostra vita. Non riporto i significati dei dizionari, ve li potete cercare da soli. E non do nessuna definizione compilata da me. Spero che dopo qualcuna di queste brevi riflessioni che condivideremo, ognuno potrà trovarne una propria, pregna di significati e di vissuti. Iniziamo!

Oggi ci soffermiamo su un concetto basilare, per parlare della vocazione. E' la relazione. Non c'è cristianesimo senza la relazione fondante, quella con Dio. E' tanto ovvio per quanti la coltivano, quanto incomprensibile e astratto per coloro che non ce l'hanno. Come si coltiva una relazione? Ovviamente frequentandosi, parlandosi e conoscendosi sempre di più. Come è frequentare Dio? Beh c'è chi dice che a Dio si parla in una forma di monologo e si spera che senta qualcosa o che voglia ascoltare. Altri dicono che si sentono ascoltati da lui, che lo incontrano quotidianamente in ciò che vivono. Certo, se pensiamo che Dio "non sia di questo mondo", diventa dura, stabilire una relazione con qualcuno che vive solo oltre la nostra realtà e in qualche distante "al di là". Forse qualcuno ce lo vuole anche far credere o forse troppo spesso ci ritroviamo proprio a crederlo già dentro di noi. E allora si fatica a stabilire e mantenere questa relazione. Perché non è nemmeno cristianesimo, l'osservanza delle leggi, della moralità, la frequentazione dei sacramenti o di qualsiasi rito, se dietro non c'è una Persona. Una Persona alla quale tende tutto questo e che dona senso a tutto ciò.  

Certo, è difficile perché Dio è una persona che non possiamo toccare, guardare negli occhi, ascoltare con le orecchie. Tante volte anche se crediamo in qualche maniera nella sua presenza, fatichiamo, perché può sembrare distante. E invece Egli è più vicino a noi di quello che potremmo mai immaginare. Tutte le barriere invece vivono nella nostra testa, alle volte nel nostro cuore. Forse occorre ascoltare qui proprio ciò che Gesù stesso ci dice: "se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli" (Mt 18,3). Se ci fai caso, è proprio il bambino che ha la capacità di oltrepassare il limite, che per noi spesso è muro, tra il materiale e lo spirituale, fino a quando non gli inculchiamo, che è vero solo quel che è tangibile, percepibile con i nostri sensi. E invece: sorpresa! Anche la nostra anima possiede i sensi: sa udire, vedere e sentire una presenza, delle volte anche più intensamente di quella fisica. A noi sta utilizzarli e acutizzarli, questi sensi. 
Solo attraverso di essi possiamo stabilire la vera relazione con Dio, davvero rapportarci quotidianamente con Lui, ovviamente dedicandogli del nostro tempo (che poi è suo!)
All'inizio della nostra riflessione su cosa sia la vocazione, dobbiamo tenere ben presente che tutto inizia da questa relazione, dall'amore che ricambiamo all'amore infinito di Colui che ci ha creati. Allora, dentro questa relazione possiamo piano piano scoprire cosa è questa vocazione, cioè quella "cosa" a cui non solo siamo "chiamati" (da: vocare, chiamare in latino), ma anche quella "cosa" che ci chiama dal di dentro, dal nostro cuore. E non ci lascia in pace, finché non l'ascoltiamo. 
Ma di questo parleremo nella prossima puntata! 😊

martedì 27 marzo 2018

i sensi per la risurrezione


E niente... mentre andiamo verso la Pasqua, oggi mi fa pregare questo testo di un padre della Chiesa, che voglio condividere con voi: 

Se dici: Fammi vedere il tuo Dio, io ti dirò: Fammi vedere l`uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio. Fammi vedere quindi se gli occhi della tua anima vedono e le orecchie del tuo cuore ascoltano. Infatti quelli che vedono con gli occhi del corpo, percepiscono ciò che si svolge in questa vita terrena e distinguono le cose differenti tra di loro: la luce e le tenebre, il bianco e il nero, il brutto e il bello, l`armonioso e il caotico, quanto è ben misurato e quanto non lo è, quanto eccede nelle sue componenti e quanto né è mancante. La stessa cosa si può dire di quanto è di pertinenza delle orecchie e cioè i suoni acuti, i gravi e i dolci. Allo stesso modo si comportano anche gli orecchi del cuore e gli occhi dell`anima in ordine alla vista di Dio. Dio, infatti, viene visto da coloro che lo possono vedere cioè da quelli che hanno gli occhi. Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole. Tuttavia per il fatto che i ciechi non vedono, non si può concludere che la luce del sole non brilla. Giustamente perciò essi attribuiscono la loro oscurità a se stessi e ai loro occhi. Come uno specchio risplendente, così deve essere pura l`anima dell`uomo. Affidati al medico ed egli opererà gli occhi della tua anima e del tuo cuore. Chi è questo medico? E’ Dio, il quale per mezzo del Verbo e della sapienza guarisce e dà la vita. Se capisci queste cose, o uomo, e se vivi in purezza, santità e giustizia, puoi vedere Dio. Ma prima di tutti vadano innanzi nel tuo cuore la fede e il timore di Dio e allora comprenderai tutto questo. Quando avrai deposto la tua mortalità e ti sarai rivestito dell`immortalità, allora vedrai Dio secondo i tuoi meriti. Egli infatti fa risuscitare insieme con l`anima anche la tua carne, rendendola immortale e allora, se ora credi in lui, divenuto immortale, vedrai l`Immortale. ("Libro ad Autolico", San Teofilo di Antiochia)