Lo sapevi che sei l'infinito? Si, l'infinito, edizione limitata! Qui troverai e, spero, condividerai, tutto ciò che Dio depone nel nostro cuore!
mercoledì 27 ottobre 2021
questione di distanza
giovedì 3 dicembre 2020
stare in piedi
Mt 7,21.24-27
In questo tempo difficile della pandemia, che posto dai nella tua vita alla forza della fede, quanto invece ti fidi della tua ragione? Inizio oggi con questa domanda provocatoria, perché più che mai ora succede che tutti cerchiamo di mettere insieme, usando la nostra intelligenza, i dati che ci pervengono a proposito del virus che ci opprime. E ci confondiamo, perché sentiamo tante cose contraddittorie. Sicuramente tutti sentiamo che ci manca la terra sotto i piedi e allora è qui che si apre lo spazio per la fede. E possiamo capire, guardandoci dentro, chi è veramente Dio per noi. Ce lo suggerisce pure Gesù oggi. Ci può essere chi sta in piedi proprio perché ha costruito la sua casa sulla salda roccia della fede, che è relazione con Dio, quella relazione che è per eccellenza relazione con un "partner", cioè con uno che si relazione sempre con noi nella libertà e nella reciproca fiducia. Poi c'è purtroppo chi pensa che Dio abbia bisogno di essere asservito e "comprato", cioè che bisogna "accontentarlo" per comprarsi la sua grazia. E questa purtroppo è una casa costruita sulla sabbia, perché non considera all'interno della relazione con il Signore, la propria umanità e la propria dignità. E questa casa, prima o poi, crolla. E questo semplicemente perché chi è saldo nella relazione con Dio, è saldo nella sua fede e pur soffrendo, trova in Lui la sua forza. Chi invece pensa di doversi sempre umiliare e abbassare, in realtà non è sicuro delle basi su cui ha fondato la sua vita e facilmente cade in disperazione. Ecco perché vale poco gridare a gran voce invocando il Signore, per far vedere quanto siamo devoti. Chi ha una vera relazione con Dio, intessuta del dialogo quotidiano, ovviamente grida al Signore, come succede in ogni normale relazione, ma non è un'invocazione per una conquista, perché sa di essere amato e resta saldo, al di là dei momenti più o meno difficili che possano presentarsi. Stare in piedi dunque significa avere bisogno di Dio e avere un sicuro rifugio in Lui, anche quando la nostra ragione viene vinta dall'insicurezza. Lì, in mezzo, c'è lo spazio della fede.
mercoledì 21 ottobre 2020
pronti non ansiosi
martedì 31 marzo 2020
una compagnia certa
venerdì 27 marzo 2020
l'unica certezza
Man mano che si avvicina la Pasqua e, prima di essa, i momenti della Passione, vediamo nei racconti del Vangelo, lo stringersi delle argomentazioni e l'irrigidirsi sempre più grave della categorizzazione della persona di Gesù. Pochi ragionamenti ormai, molta voglia di incastrare il tutto dentro le conoscenze previe, tipo: ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia. Ecco come efficacemente calmare la propria coscienza e giustificare la propria insicurezza, la necessità che scatta , di arginare e, possibilmente, eliminare ciò che mette in crisi la concezione ordinaria della vita e della fede. Sappiamo, tutto questo porterà alla morte di Gesù. Egli, d'altro canto, è sempre più spoglio anche lui, delle sicurezze terrene (ammesso che ne abbia mai avute) e dei ragionamenti convincenti. Ormai resta solo il saper da dove si è venuti e dove si va. L'unica sicurezza, quella cintura che resta per reggere la sua umanità di fronte al pericolo della morte imminente: l'appartenenza al Padre e il compimento della sua missione. Il suo ruolo cruciale nella storia della salvezza. Anche a noi in questo tempo difficile, restano pochissime sicurezze, sperimentiamo angosce, incertezze, non sappiamo come pensare al domani. Lezione di abbandono nelle mani di Dio, che porta la storia del mondo e dell'umanità, nonostante le resistenze e le interpretazioni umane, lontane dalla sua "logica". Beh allora non resta altro che inserire la linguetta della Cintura nel foro, avviare la fede, provare la solidità dell'unica sicurezza che possiamo avere in questo tempo e che in molti, non credenti, non hanno. Ci tocca farlo per noi e per l'umanità. Certi che dopo ciò che sperimentiamo come morte, verrà la risurrezione. Perché "andrà tutto bene" non è necessariamente vero, mentre "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio", sì.




