Visualizzazione post con etichetta tacere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tacere. Mostra tutti i post

sabato 19 dicembre 2020

zitti per amore


Lc 1,5-25

Alle volte la nostra vita ha bisogno di essere zittita. Quando in essa si affaccia qualcosa che umanamente risulta incomprensibile, di fronte alle nostre mille argomentazioni, Dio trova il modo per zittirci. E ci fa capire chiaramente, come ha fatto con Zaccaria, che lo fa per amore. Perché il progetto più grande di noi, più bello di qualsiasi nostra capacità di immaginazione, rischia di rimanere soffocato dai nostri calcoli e dalle nostre logiche. Per questo, adesso è il tempo di tacere, finché le cose non avvengano. Forse questo vale mille volte di più nel tempo della frenesia natalizia. E non per mortificarci, ma per liberare la mente e il cuore affinché sappiano farsi spazio per l'essenziale: per accogliere Colui nel quale ogni silenzio e ogni parola acquistano il vero senso. Facciamo silenzio, dunque, perché sta per succedere un miracolo, sta per succedere di nuovo LA VITA.

giovedì 20 dicembre 2018

l'ultima parola

Lc 1,5-25

Povero uomo, il nostro Zaccaria. Certamente ognuno di noi ha fatto esperienza di queste situazioni, in cui, di fronte a Qualcuno che sentiamo più grande di noi, o almeno con più esperienza, cerca di dirci qualcosa che noi riusciamo comprendere solo fino a un certo punto, ma per timore non sappiamo più se fare ulteriori domande o tacere. Delle volte è solo confusione, altre volte invece veramente e realmente vogliamo avere l'ultima parola su ogni cosa, e questo per tanti motivi: può essere per via del nostro temperamento che non conosce freni, altre volte perché ci sembra di sapere meglio, altre volte ancora perché in fondo siamo insicuri e il poter sempre rispondere ci dà l'impressione di tenere le cose in mano e di non perdere il controllo. Così Zaccaria si trova di fronte ad un mistero e certamente in qualche modo si sente insicuro. Soprattutto di fronte alle parole assurde e incomprensibili di Gabriele. Ebbene, visto che cerca di fare obiezioni, Gabriele permette da parte di Dio, che venga tolta a Zaccaria la parola. Sì, perché ciò che Dio vuole, lo compie, nonostante tutte le nostre insicurezze e obiezioni. Alle volte infatti l'unica cosa che permette a Dio di operare nella nostra vita è quando siamo messi completamente a tacere: quando ci sentiamo privi di quella parola che nella vita umana significa possibilità di comunicare, di creare, ma che in fin dei conti permette a Dio di agire. Sì, perché in Zaccaria ci possiamo rivedere un po' tutti: prega e vive desiderando una cosa sola e quando finalmente le sue preghiere vengono esaudite, pone mille interrogativi e vuole per forza razionalizzare. Non che abbia tutti i torti, ma Dio non ha bisogno di tutto ciò, per operare quel che è sua Volontà. In questo caso il fatto che a Zaccaria sia mancata la parola, non è punizione, ma è una forma di protezione davanti a ulteriori ostacoli e sofferenze che egli stesso era pronto ad infliggersi. 
L'ultima parola infatti appartiene sempre a Colui che è la Parola.