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mercoledì 2 marzo 2022

bruciare per l'essenziale


Solo quel che arde diviene cenere.
Sacra è la cenere.
Tu mi sfiorasti e io divenni cenere.
Il mio io, il mio essere divenne cenere, consumato da te.
Così dice l'amante e il credente.
Tu mi sfiorasti. Io sono sacro.
Non io ma la mia cenere è sacra.
(Pär Lagerkvist)


Probabilmente quest'anno le ceneri a cui pensiamo sono quelle delle esplosioni, ceneri di posti distrutti, purtroppo anche delle vite scomparse in pochi secondi... Voglio pensare che siano vite donate, donate non per l'odio ma per amore ai fratelli. E che siano conseguenza di un fuoco interiore, fuoco che arde per la pace. 
Dunque, il tempo della Quaresima non può essere che tempo di ardere! Nati dall'ardore dell'amore di Dio che altrimenti non si poteva esprimere che nel creare l'uomo per amore, diciamo nella liturgia che torneremo ceneri. Si, così siamo in questa Quaresima: sospesi tra la nascita e la morte, cioè la rinascita della risurrezione. La vita si contrae tutta in questi 40 giorni. E vediamo chiaramente come reagiamo al concentrato dell'amore, che quando sfiora, incenerisce. Si, perché nello spazio tra la nascita e la rinascita, quello che speriamo per tutto il mondo, messo alla prova col fuoco, è che evapori tutto ciò che non ha significato...e resti l'amore. Camminiamo consapevoli della sacralità dell'esito di questo processo! Facciamo evaporare ogni voglia di vendetta... inceneriamo ogni divisione. Resti l'amore. 

martedì 9 aprile 2019

da un'altra prospettiva

Gv 8,21-30

Continua il discorso di Gesù. Continua anche l'incredulità e l'ostinazione di chi non vuole o non può credere in Lui. 
E allora scatta la considerazione sul punto di vista da cui guardare le cose. Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete... 
Hai mai guardato la stessa persona prima dal basso e poi dall'alto (oppure vice versa)? O meglio ancora: mettendo ben a fuoco cosa succede quando cambiamo la posizione verso la persona, dal punto di vista fisico, pensiamo ora allo sguardo interiore. Hai mai cambiato la posizione verso qualcuno, interiormente? Ti è capitato di guardare (forse anche inconsapevolmente) qualcuno dall'alto verso il basso per un lungo tempo, con la poca voglia di avvicinarti a lui o di "degnarlo" di uno sguardo diverso rispetto al solito? Ti è mai venuto in mente che forse proprio quella persona, che guardi un po' dall'alto, magari non tanto o non solo per antipatia ma anche per la tua personale insicurezza, che non vuoi esternare (come fu nel caso di farisei che, insicuri sulla persona di Gesù, preferivano coglierlo in fallo e/o comunque ostinarsi nel non volersi avvicinare alla sua "posizione"), potrebbe essere qualcos'altro, rispetto a quello che tu pensi? Beh, se hai questa esperienza, sai allora che le parole di Gesù sono sacrosante. Solo quando cambiamo la prospettiva, quando "innalziamo" la persona, purtroppo spesso esattamente come fu fatto a Lui, messo in croce, riusciamo a vedere la sua grandezza. Questo può succedere nelle circostanze della vita o semplicemente perché anche noi ci mettiamo in croce a vicenda. Ma poi finalmente abbiamo modo di guardare l'altro dal basso, da una nuova prospettiva... forse si presenta finalmente quell'occasione in cui siamo noi quelli piccoli, quelli più indifesi o perché ci rendiamo conto che abbiamo messo in croce qualcuno, o perché vediamo una grandezza che prima non eravamo in grado di percepire. Dunque, può essere un compito interessante per questi ultimi giorni della Quaresima: cambiare la prospettiva, assumere un'altra posizione, e questo significa: permettere ai nostri occhi di vedere qualcosa, che prima non sono stati capaci di scorgere. 

sabato 24 febbraio 2018

sabbia alzata dal vento


Perché dovrebbero dire “dov'è il suo Dio?”
Il mio Dio è nel deserto, cammina con i piedi scalzi,
sulla sabbia bollente il mio Dio si lascia tentare
Rifiuta di avere tutto ciò che vede
perché l’essenziale è Lui
Non cerca come saziarsi perché il vero cibo
il solo che basta è Lui
Non vuole la potenza perché quella vera,
che sta nella debolezza, è Lui

Il mio Dio è nascosto.
La sabbia alzata dal vento
non me lo fa vedere.
E solo mi chiama a cercarlo,
perché in questo silenzio
Lui possa trovarmi.